• Energia dai rifiuti non riciclabili

L'ambiente

Grazie alle tecnologie utilizzate nella progettazione dell’impianto e al monitoraggio sistematico su tutte le attività svolte, il termovalorizzatore di Firenze è in grado di ridurre al minimo l’utilizzo di risorse (a partire dall’acqua) e la produzione di emissioni, scarichi idrici, scorie, rumore e odore.
È solo attraverso la sinergia tra efficienza energetica, risparmio nei trasporti e gestione intelligente dei rifiuti che assicuriamo la salvaguardia dell’ambiente.

In termini di energia un sacchetto medio di rifiuti indifferenziati prodotti nell’arco di una settimana di circa 3,5 kg con PCI (potere calorifico) di circa 9.000 kcal, equivale a un litro di benzina. E lo produciamo tutti nelle nostre case. Riuscire a trasformare in ricchezza ciò che scartiamo e che non possiamo riciclare e farlo senza incidere sull’ambiente, è la sfida del presente e del futuro.

Per la realizzazione del termovalorizzatore sono state utilizzate le migliori tecnologie disponibili a tutela dell’ambiente, e il territorio circostante sarà interessato da una complessiva riqualificazione paesaggistica e naturalistica.
L’impatto in termini di emissioni sarà trascurabile: le emissioni “permesse” ai termovalorizzatori hanno limiti molto inferiori rispetto a quelli concessi a una qualsiasi attività industriale; le emissioni di questo impianto saranno ampiamente al di sotto dei limiti di legge.
Anche l’inquinamento acustico è irrilevante.
Si tratta inoltre di un impianto a ciclo chiuso, il che significa che l’acqua utilizzata sarà costantemente depurata e riutilizzata all’interno dell’impianto, riducendo al minimo i reflui di processo e i consumi idrici.
È stata inoltre sottoscritta da Città Metropolitana, Comune di Sesto Fiorentino, Asl 10 Firenze e Arpat, Q.tHermo una convenzione volontaria per la sorveglianza sanitaria nella zona, per evidenziare, mediante pluriennali indagini, quanto garantito in sede di rilascio autorizzativo: l’assenza di rischio sanitario. La convenzione comprende sia il monitoraggio epidemiologico sulla salute della popolazione residente sia il biomonitoraggio delle popolazioni animali e delle produzioni agroalimentari nelle aree di ricaduta.
Sarà realizzata una ‘fotografia’ della situazione ambientale esistente prima dell’avvio del cantiere, dal punto di vista della salute dei cittadini, della qualità dell’aria e dell’acqua nel raggio di 3 km dall’area di Case Passerini. Questi dati saranno poi periodicamente confrontati con le rilevazioni che saranno effettuate nel corso del tempo.
Dal punto di vista delle scorie e dei residui, si recupera quasi tutto di ciò che entra nel termovalorizzatore: il materiale ferroso viene riciclato, le scorie usate in edilizia. Solo il 3,5% del peso totale dei rifiuti in ingresso nel termovalorizzatore non può più essere recuperato, ma viene ridotto in cenere, reso inerte e smaltito in appositi impianti.

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Ambiente 05
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