FAQ

Hai qualche dubbio?
Qui troverai le risposte alle domande più frequenti.

Cos’è un termovalorizzatore?

È un impianto tecnologico che utilizza rifiuti o parti selezionate di rifiuti come combustibile per produrre energia e calore.

Qual è la differenza rispetto a un inceneritore?

? I termovalorizzatori sono impianti progettati e concepiti per produrre energia (elettricità o calore, o entrambi nel nostro caso) dalla parte combustibile dei rifiuti, gli inceneritori erano impianti progettati e concepiti per “smaltire rifiuti” e non recuperavano energia.

Quali rifiuti alimenteranno l’impianto?

L’impianto della Toscana Centrale utilizzerà come combustibile esclusivamente la parte dei rifiuti urbani indifferenziati non riciclabili e gli scarti delle operazioni di riciclaggio, provenienti dal territorio dell’ATO Toscana Centro (cioè i territori di Firenze, Prato e Pistoia).

L’impianto è troppo grande?

? No, l’impianto è progettato per recuperare energia dai soli rifiuti urbani non riciclabili dell’ ATO Toscana Centro. Ha una capienza massima di 198.400 tonnellate annue e non potrà trattare rifiuti oltre questo limite.

L’impianto inquina?

No, le emissioni del termovalorizzatore della Toscana Centrale saranno irrilevanti, molto inferiori ai limiti di legge previsti per questi impianti ed inferiori alle emissioni di veicoli, riscaldamenti ed industrie.

Come si depurano i fumi?

L’impianto avrò un sistema ridondante di filtrazione, monitoraggio e controllo. La depurazione dei fumi utilizza il metodo più all’avanguardia: l’iniezione di carboni attivi, bicarbonato di sodio e calce idrata, sistema ‘a secco’ che non consuma acqua e non produce reflui liquidi di processo. Il costante monitoraggio dei fumi grezzi consente l’ottimizzazione del consumo di reagenti e l’intervento tempestivo sui dosaggi.

Le emissioni mettono a rischio la salute dei cittadini?

La salute dei cittadini che abitano nei pressi dell’impianto non è minimamente a rischio. L’impianto è stato oggetto di Valutazione di Impatto Sanitario (unico caso in Italia) ed è stato predisposto da Città Metropolitana, Comune di Sesto Fiorentino, Q. Thermo srl, Asl 10 Firenze e Arpat, un piano per la sorveglianza sanitaria e il biomonitoraggio delle aree di ricaduta delle emissioni del termovalorizzatore.

Dove finiscono le ceneri e le polveri residui?

Di ciò che entra nel termovalorizzatore viene recuperato quasi tutto. I residui solidi vengono raccolti e inviati a centri di trattamento dove vengono recuperati per l’80% per la produzione di cemento o per la realizzazione di sottofondi stradali, per un 10% sotto forma di materiale ferroso, un restante 10% va in perdita d’acqua. 0% in discarica. Solo il 3,5% del peso totale dei rifiuti in ingresso nel termovalorizzatore non può più essere recuperato, ma viene ridotto in cenere, reso inerte e smaltito in appositi impianti.

Se si usano termovalorizzatori non si ricicla?

No, anzi è provato il contrario, in Italia ed in Europa, basti citare gli esempi delle Regioni del Nord Italia e dei Paesi del nord Europa. Gli stati più ‘ricicloni’ sono anche quelli che recuperano più energia dai rifiuti. Il recupero di energia riduce l’uso della discarica non il riciclaggio. I Paesi europei e le regioni italiane che riciclano meno sono quelle che usano di più la discarica.

Quanta energia produce? Chi la utilizza?

Il nuovo impianto sarà in grado di produrre energia elettrica pari al fabbisogno di 40.000 famiglie, oltre all’energia necessaria per il suo funzionamento. Questa energia verrà immessa nella rete nazionale. L’impianto sarà in grado di fornire anche energia termica per il riscaldamento e raffrescamento.

E se i rifiuti diminuiscono e la raccolta differenziata aumenta?

L’impianto è stato dimensionato dalla pianificazione pubblica, per gestire i soli rifiuti residui dopo aver raggiunto gli obiettivi di riduzione dei rifiuti e di riciclaggio previsti. Non può tecnicamente smaltire altri rifiuti e non ostacola anzi incentiva il raggiungimento degli obiettivi.

Come è stata scelta l’ubicazione a Case Passerini?

Il termovalorizzatore è stato progettato in un’area già impegnata da impianti di trattamento dei rifiuti urbani ovvero gli impianti di selezione e compostaggio, e la ex discarica ormai chiusa. Case Passerini è un sito baricentrico, rispetto al territorio della Toscana centrale e la scelta di collocare l’impianto in questa zona consente di ridurre costi ed impatto ambientale degli automezzi di raccolta.

Non si poteva portare questi rifiuti ad impianti lontani ?

Trasportare rifiuti costa molto ed è giusto che ogni comunità smaltisca i rifiuti vicino a dove li produce, si chiama principio di prossimità.

Esiste un rischio ‘business dei rifiuti’?

No, il prezzo di accesso all’impianto è regolato da enti pubblici, che garantiscono un costo efficiente e un ragionevole utile di gestione. L’impianto non gestisce altri rifiuti.

L’impianto potrà in futuro smaltire più rifiuti di quelli previsti oggi?

No, l’accesso massimo è regolato, ed è definito sia dalla pianificazione che dalla autorizzazione.

Costa troppo?

No, il prezzo di gestione dell’impianto è inferiore all’attuale costo di smaltimento, ciò consentirà di recuperare l’investimento fatto per la sua costruzione in 20 anni al massimo

Ma useremo comunque la discarica?

No, il piano di gestione dei rifiuti prevede di riciclare e recuperare energia, riducendo progressivamente al minimo i conferimenti in discarica. Anche le ceneri di combustione saranno riciclate.

Ma non si possono riciclare anche i rifiuti destinati a termovalorizzazione?

Gli obiettivi di riciclaggio previsti dal piano di gestione sono molto ambiziosi ed una parte dei rifiuti urbani non è tecnicamente o economicamente riciclabile. Lo stesso riciclaggio produce scarti che devono essere trattati in altro modo. Comunque verranno recuperate le scorie ed i materiali ferrosi, dopo la combustione.

Bruciare rifiuti aumenta l’effetto serra?

No, i rifiuti sono fonti rinnovabili e usarli come fonte di energia permette di limitare l’utilizzo dei combustibili fossili che dovrebbero essere impiegati per produrre la stessa quantità di energia, riducendo le emissione di gas sera; le discariche invece sono fonti di gas serra.

Si usano i termovalorizzatori in altre parti d‘Italia e del mondo?

SI. Il recupero energetico da rifiuti è diffuso in tutti i paesi industrializzati. I paesi europei più avanzati riciclano il 50% dei rifiuti urbani e recuperano energia dall’altro 50% riducendo a zero la discarica. In Europa sono attivi 450 impianti. In Italia si avvia a recupero energetico solo il 18 % circa dei rifiuti urbani, mentre ne vanno ancora in discarica circa il 45 %.

È vero che ormai in Europa e nel mondo non si costruiscono più termovalorizzatori e si cerca di dismettere quelli esistenti?

No, molte città europee si sono dotate recentemente di nuovi impianti: Parigi, Vienna, Copenaghen. Vengono dismessi impianti obsoleti, sostituiti da impianti moderni come questo della Toscana centrale.

Esistono alternative alla termovalorizzazione?

Se si vuole evitare la discarica i rifiuti, una volta ridotti, o si riciclano o si recupera energia. Non ci sono altre strade. Un mix ragionevole di riciclaggio e recupero energetico è la scelta più sensata, ed è quella seguita dai paesi più avanzati e attenti all’ambiente. Le tecnologie di combustione diverse da quelle usate normalmente non sono ancora affidabili.

Saremo informati dello stato di avanzamento dei lavori?

Si, la società informerà costantemente i cittadini sullo stato di avanzamento del cantiere attraverso l’aggiornamento di questo sito web, appuntamenti pubblici, attività nelle scuole e invio di materiale informativo.

Saremo informati delle emissioni?

Si, i dati sulle emissioni saranno pubblicati in continuo sul sito o su altre fonti informative.

Ci saranno rischi per la fauna e la flora intorno all’impianto?

No, l’impianto è collocato in una area di grande interesse naturalistico, ed il progetto di qualificazione ambientale prevede azioni specifiche per la tutela e la salvaguardia degli animali che vi abitano.

Sarà possibile visitare l’impianto e muoversi nella zona sede del sito?

Si, saranno organizzate visite guidate all’impianto e giornate in cui l’impianto sarà aperto al pubblico. Muoversi a piedi o in bicicletta nell’area intorno all’impianto non solo sarà possibile, ma piacevole. Il piano di riqualificazione prevede l’organizzazione di percorsi attrezzati.

Gli inceneritori sono una delle principali fonti di inquinamento atmosferico?

No. Le emissioni prodotte dal recupero energetico di rifiuti sono irrilevanti, lo smog è prodotto da veicoli, riscaldamenti, industria. Le emissioni inquinanti dei termovalorizzatori si sono quasi azzerate negli ultimi anni, grazie all’innovazione e alla realizzazione di nuovi impianti.

Con l’avvio del termovalorizzatore aumenterà la tassa sui rifiuti?

No. La realizzazione dell’impianto consentirà di stabilizzare per un lungo periodo gli attuali costi di trattamento dei rifiuti e sarà possibile anche una riduzione.



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